top of page

Più megapixel non significa foto migliori

3 lug
Tempo di lettura: 2 min
White Pocket, Arizona. Arenaria modellata dal vento, dettaglio in ogni centimetro. Questa l'ho fatta con 45 megapixel — ma non è per quello che la roccia tiene ogni venatura. È per la luce coperta di quella mattina.

«Che macchina compro? Quanti megapixel mi servono?»

Quanti si pongono questa domanda.


E quasi sempre è la domanda sbagliata.

 

Una di queste foto l'ho fatta con 45 megapixel. Un'altra con 24.

Scommetto che non sai dire quale.



Il numero che non conta quanto pensi


I megapixel dicono quanti puntini compongono l'immagine. Nient'altro.


Non dicono nulla su quanto dettaglio reale c'è in quei puntini, quello lo decidono la luce, la messa a fuoco, la qualità dell'obiettivo e la mano che tiene ferma la macchina.


Un sensore da 24 megapixel usato bene batte 45 megapixel usati male, ogni volta.


A White Pocket la luce era piatta, coperta, senza sole diretto. Ma proprio quella luce morbida faceva emergere ogni venatura della roccia. Se fossi arrivato a mezzogiorno con il sole a picco, avrei avuto lo stesso sensore, lo stesso numero di megapixel e una foto piatta, senza texture. Il dettaglio non era nel corpo macchina. Era nell'ora in cui ho premuto.


Strati rossi e bianchi ravvicinati. Il dettaglio fine di questa scena non viene dal conteggio dei pixel, ma dalla luce radente che scava ogni linea e da una messa a fuoco precisa sul piano giusto.

Il numero che non vedi


La foto della fontana l'ho fatta con 24 megapixel. La roccia bianca dell'Arizona, qui sopra, con 45. Le hai guardate entrambe senza accorgertene.


È questo il punto.


Su uno schermo, su Instagram, su una stampa normale, la differenza tra 24 e 45 megapixel non esiste. Non la vedi perché non c'è niente da vedere.


Quello che vedi è la nitidezza delle gocce, e quella non l'ha decisa il sensore, l'ha decisa il tempo di scatto veloce che le ha congelate, e la messa a fuoco piazzata sul punto giusto.


Il megapixel conta solo se stampi grande come una parete. Per tutto il resto, cioè per quasi tutto quello che fai, conta la mano, non il numero.


Un getto d'acqua da una fontana di legno, Val di Fassa. Ogni goccia congelata, nitida, distinta. Questa foto l'ho fatta con 24 megapixel — la metà della mia macchina di punta. Guarda le gocce. Ti serve davvero altro?

L’esercizio di questa settimana


Prendi una tua foto, una qualsiasi che ti piace.

Rimpiccioliscila alla metà dei suoi pixel sul telefono, in un qualsiasi editor, si fa in un tocco.

Mettila accanto all'originale, a schermo, e guardale.

 

Vedi la differenza? Quasi sempre la risposta è no.

E allora la domanda «quanti megapixel mi servono?» forse non era quella giusta.



Dove lo proviamo questa settimana?


In Val di Fassa non serve andare lontano. Una fontana di legno lungo il sentiero, un ruscello, un fiore sul prato bastano.

Avvicinati, cerca il dettaglio piccolo, aspetta la luce che lo fa vivere. Poi guarda cosa hai preso, senza pensare un attimo a quanti megapixel avevi.

Il dettaglio che cerchi non è dentro la macchina. È fuori, e lo prende chi si avvicina abbastanza.


Val di Fassa, estate. Una valle intera di conifere, milioni di aghi distinti. Anche questa è 24 megapixel. Il dettaglio non lo ha disegnato il numero — lo ha disegnato la luce limpida di una mattina di montagna.


La prossima volta che pensi «mi serve una macchina migliore», esci prima con quella che hai.


Scattiamo insieme. 


Carlo

BluPuffin


Più megapixel non significa foto migliori

Più megapixel non significa foto migliori

Più megapixel non significa foto migliori

Commenti


bottom of page