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La sabbia rossa non è grigia

20 ago
Tempo di lettura: 2 min
Albero verde ai piedi di una grande duna arancione, luce calda radente. Apre col colore acceso che la macchina, da sola, spegnerebbe.

Guardi la duna. Arancione, accesa, quasi troppo.

Poi guardi la foto sul display. Spenta. Un grigio triste.

Come se qualcuno avesse tolto luce a una scena che ne aveva da vendere.


Non hai sbagliato tu.

Ha sbagliato la macchina e c'è un pulsante che la corregge in un secondo.



La macchina crede che il mondo sia grigio


Dentro ogni fotocamera c'è un esposimetro. Fa una cosa sola: guarda la scena e cerca di renderla di un grigio medio. Funziona quasi sempre. Ma davanti a una superficie molto chiara va in confusione.

Una duna enorme al sole è troppo luminosa per i suoi gusti. Così abbassa tutto. E la sabbia rossa diventa fango.


Sulle dune di Sossusvlei, in Namibia, me ne sono accorto scatto dopo scatto. La luce era bassa, la sabbia già accesa, e ogni foto tornava più scura di quello che avevo davanti. Non era la duna. Ero io che stavo lasciando decidere lei.


Da lì ho fatto una cosa semplice: ho spinto l'esposizione un gradino più su e ce l'ho lasciata. +1. A volte +1.3. La sabbia è tornata sabbia.


Duna monumentale divisa tra fianco in piena luce e ombra profonda, alberi e figura minuscola alla base. Chiaro e scuro nello stesso frame: è qui che l'esposimetro va in crisi.
Duna monumentale divisa tra fianco in piena luce e ombra profonda, alberi e figura minuscola alla base. Chiaro e scuro nello stesso frame: è qui che l'esposimetro va in crisi.

Quel più e quel meno


Il pulsante si chiama compensazione dell'esposizione. Di solito è un +/− vicino allo scatto, o una ghiera con i numeri: −2, −1, 0, +1, +2.


Non ti porta in manuale. Non ti chiede niente di complicato. Dici solo alla macchina: «la tua idea di grigio, qui, è sbagliata alza». O abbassa, quando vuoi tenere scuro un soggetto scuro.


È il comando più utile che quasi nessuno tocca. E si impara in trenta secondi.



L’esercizio di questa settimana


Trova una scena molto chiara. Neve, un muro bianco al sole, un cielo pieno di luce, ghiaia pallida.

Fai uno scatto normale.

Poi porta la compensazione a +1 e rifai lo stesso identico scatto. Non cambiare altro.

Guarda le due foto una accanto all'altra.


Quale delle due somiglia a quello che vedevano i tuoi occhi?


Dove lo proviamo questa settimana?


Non serve il deserto. In Val di Fassa, adesso, la luce di mezzogiorno è dura e piena: un prato acceso o un sentiero di ghiaia chiara ingannano l'esposimetro esattamente come le dune.

Prova lì, vicino a casa.

Poi portati questo occhio ovunque: ogni volta che una scena è più chiara del normale, ricordati che la macchina la vuole grigia e che tu puoi dirle di no.

Il resto è solo un pulsante.


Dune a strati che si perdono fino alle montagne, luce tenue. Respiro ampio per chiudere: dopo tanto lavoro sulla luce vicina, lo sguardo si allarga.


La prossima volta restiamo sulla luce — ma dalla parte opposta, quando è lei a mancare.


Scattiamo insieme. 


Carlo

BluPuffin



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